lunedì 4 settembre 2017

Amici? Brunella Baldi - Ed. Corsare


Amici? di Brunella Baldi, edito da Edizioni Corsare è un wordless book (versione anglofona del più noto termine silent book) ma di cose da dire ne ha un bel po'.



Innanzitutto non possiamo certo limitarlo ad uno scaffale per piccoli, perché sembra voler parlare a due tipi di lettori: i grandi, da sempre veramente imbranati con le questioni fra bambini e che tanto hanno da imparare e i piccoli, veri e unici protagonisti. Questa è la loro storia, vi si riconosceranno, eccome!

Quando un bambino dice "Ho un amico",  non è necessariamente per sempre, anzi si può trattare di un rapporto amicale a tempo. Un tempo lungo, talvolta, un pomeriggio o una giornata. Perché succede, è successo - ne abbiamo le prove - che se alle 16:00 s'invita l'amichetto di cui sopra per giocare, alle 19:00 ci si può sentir dire "Non è più mio amico"; oppure si attende fiducios* fuori da scuola e il figlio arriva con un muso lungo più dei suoi centimetri di altezza e, niente, "Tizio non è più mio amico".
Attenzione a chiedere cosa sia successo, potrebbe iniziare un susseguirsi di motivazioni serissime o un silenzio tombale a far capire si tratta proprio di cosa da non sottovalutare.

Brunella Baldi è stata abile nello scrivere questo silent. Ha in sé tutto il necessario per una completa comprensione: tavole realizzate su basi azzurro e arancio e con disegni declinati con i medesimi colori lasciando, qua e là, piccole macchie, probabilmente il risultato della tecnica del monotipo. Le espressioni sono ben tratteggiate, i personaggi non sembrano neppure poggiare al terreno - forse accenni dell'esperienza di danzatrice e coreografa - e pochi oggetti a corredo, fiori, giochi e farfalle ma nessuna parola. I testi, qui, avrebbero solo creato confusione. L'autrice scegliere di non dire, di non anticipare il lettore, piuttosto lascia ogni sguardo possa costruirsi una propria storia originale. Una lettura che scompone i ruoli tra adulto e bambino, ciascuno autonomo nell'approccio, potrà trovarci qualcosa, e non sarà la stessa visione: il bambino s'immedesimerà, l'adulto forse capirà dinamiche infantili.

Apritelo questo libriccino, ino per il formato, un 18x19 da infilare ovunque, ma ricco di risposte.

Splendide le espressioni dei maialini, dai bronci, identici a quelli di certi bambini offesi, pieni di orgoglio e disappunto; il gesto per un dispetto fatto apposta per rovinare un gioco o per attirare l'attenzione proprio di quel coetaneo lì; lo sguardo furbo magari per nascondere qualcosa o ottenere un perdono.



Si sfogliano un paio di pagine e il sorriso dei maialini è già tornato. Si osservi bene, nessun adulto compare nelle illustrazioni, non si intravede neanche in lontananza, ad ammonire, consigliare o consolare.

I bambini lo sanno bene, certo vanno ascoltati, ma prima di intraprendere discussioni tra genitori, provate a offrirgli questa lettura autonoma.

Ritroveranno le proprie emozioni: rabbia, dispiacere, invidia, solitudine e soprattutto una gran voglia di giocare.

Edizioni Corsare mantiene da sempre un tratto elegante, una casa editrice di qualità in grado di unire storie belle ed importanti a firme di livello.


venerdì 1 settembre 2017

Un nuovo orizzonte - Rebecca Young/Matt Ottley. Terredimezzo editore


Alla ricerca di letture poetiche.
Di quelle classiche in rima, qualsiasi rima: baciata, alternata o l'incatenata dantesca. Purché mi consentisse di ricominciare a prendere confidenza con la produzione in rima che, niente, per me è ostica, non ho senso critico: non distinguo un lavoro eccellente da un tentativo mal riuscito. Si trattava di rimettersi a studiare.

E ho finito per imbattermi in un albo. Non ha rime. L'autore non è un poeta. Eppure appena l'ho sfogliato, l'ho letto come se leggessi una poesia.



Un nuovo orizzonte è di Rebecca Young e Matt Ottley (tradotto da Sara Ragusa) ed è uscito nel novembre scorso per Terre di Mezzo, una casa editrice spesso sinonimo di successo e alta qualità.

Un ragazzo, una tazza, una barca e l'orizzonte, questi gli elementi che ci accompagnano lungo tutta la lettura.
Un tempo, un ragazzo fu costretto a lasciare la propria casa e a cercarne una nuova.
Nello zaino mise un libro, una bottiglia e una coperta.
Nella sua tazza da tè, la terra del prato dov'era solito giocare
Un viaggio, certamente, forse la fuga da un paese per paura o necessità, forse solo la metafora della crescita, il viaggio verso l'età adulta. In ogni caso il ragazzo sta lasciando luoghi conosciuti, strade già battute, che non fanno paura.
Un nuovo orizzonte l'aspetta ma raggiungerlo potrebbe essere talvolta tranquillo
C'erano giorni splendenti, su un mare bianco e infinito
in altri momenti burrascoso
e giorni così scuri da far bramare al ragazzo il ritorno delle stelle.
Il mare - da sempre un duplice simbolo: vita e fecondità come paura e ignoto, può essere grosso  e sfacciato oppure cullare con le onde dolci.



L'orizzonte tarda a farsi vedere e dell'agognata terraferma, punto di arrivo, non c'è traccia. La malinconia affiora insieme ai ricordi, l'albero preferito, gli aquiloni che volavano a casa sua, la madre che lo chiamava perché era pronto il tè. 
I ricordi rassicurano ma rischiano di farci desistere, meglio rinunciare alla ricerca, al cambiamento e tornare sui propri passi.


E' la manciata di terra, quella nella tazza che accompagna il giovane protagonista, la terra del suo Paese, a dargli la spinta emotiva e la forza per proseguire: improvvisamente germoglia, gli regala frutti, riparo e angolini accoglienti per sognare ad occhi aperti.


Le nostre radici ci sostengono, ci danno coraggio e finalmente il puntino all'orizzonte e la ragazza con il portauovo rotto.

La vita può ricominciare, i desideri riaffiorare, si costruisce e si aspetta.

L'albo è magistralmente illustrato da Matt Ottley con tavole a olio, delicatamente declinate nei toni del grigio nelle prime pagine per poi
aggiungere colori più vivi.

Concludo, questo albo si colloca decisamente a metà strada tra un silent book e una poesia, due alte forme culturali, le sole in grado di offrire alla mente concentrazione e pensiero, ovvero vedere scorrere la storia, comprenderla e farla propria.

Per la poesia la mia ricerca è solo all'inizio ma può ritenersi già soddisfatta!

giovedì 3 agosto 2017

Leggiamo anche d'estate!


Mente sgombra e liberi di rallentare. Meno obblighi, però restano i compiti delle vacanze, ammetto siano un dissuasivo alla lettura. Se poi si aggiungono schede libro e riassunti di tomi, la faccenda si fa più ardua.

Eppure, senza imporre, aspettando i giusti tempi, è bene proporre; sempre con lo scopo di aprire a nuove scoperte e di mettere un distinguo tra scuola e lettura. Dovere e piacere.

A proposito di nuove scoperte, per noi quest'anno è stato il fumetto - meglio graphic novel. Galeotta è stata una fiera, quattro chiacchiere allo stand e acquisti d'impulso. E' un mondo relativamente nuovo per me, ho lasciato che si lasciassero consigliare,  per una volta non ero io la guida.


Con davvero tanta pazienza i "ragazzi" di Tunué hanno saputo catturare l'attenzione dei miei figli:
tra i classici hanno scelto Oliver Twist (mai letto prima) e Tom Sawyer (ennessima versione nella nostra libreria della storia di  questo ragazzo molto apprezzato ;-)), Viola Giramondo e Octave.
Queste pubblicazioni sono parte della collana Tipitondi, inaugurata nel 2010 e con un catalogo da creare solo l'imbarazzo della scelta, la qualità è ottima, sia nella scelta delle illustrazioni che nei testi. Da notare anche l'impaginazione con gli angoli delle pagine arrotondati, un tocco di classe e e leggerezza
Naturalmente hanno afferrato un paio di Monster Allergy -  un must have, secondo loro,





Tra le letture veloci e divertenti, adatte anche ai pomeriggi più caldi, non potevano mancare testi ad alta leggibilità:



La zuppa dell'Orco di Biancoenero edizioni, una storia che riprende il filo di famose fiabe, come Pollicino e Hansel e Gretel, per ricordarci di non perdere mai la speranza e di ricorrere all'inventiva in caso di situazioni difficili. Con Sinnos siamo tornati a Firmin, ironico - a sua insaputa - protagonista di Un ottimo lavoro, un albo con più piani di lettura.

Il super richiesto autore, Davide Calì, è tornato a farci ridere (e pensare) con La dieta del pugile, tra l'altro assolutamente estivo perché è il 24 agosto l'appuntamento fissato per un importante incontro di pugilato, incontro che avrà un esito non propriamente sportivo e dimostrerà quanto l'orgoglio possa fare danno.

Per rimanere in abito familiare, ho regalato I gemelli terribili di Castoro Edizioni, li inviterò a cercare similitudini e differenze con i cugini; certo la zia non è maniaca della pulizia come la mamma dei due protagonisti ma immaginare lo zio trasformato in un cagnolino...


Tra le ultime uscite, appena scovate in libreria, sicuramente un merito va a Terredimezzo editore (ma non ne sbagliano una di uscita!): ha pubblicato un altro lavoro di Eric Puybaret , Le leggendarie navi di Capitain Squid. Illustrazioni sognanti per una storia tra leggenda e avventura, è un capitano a raccontare di imbarcazioni favolose con cui ha solcato i sette mari ma una, solo una, è la più bella. Nessuno l'ha mai vista ma Capitan Squid....






Così come è in lettura La scimmia e il melograno di Orecchio Acerbo, casa editrice che offre una garanzia in quanto a temi di spessore. Qui un melograno fatica a crescere, a nulla valgono le cure e l'attenzione di una scimmietta, non saranno la luce, ne' l'acqua, ne' i grandi e i potenti a offrire aiuto e speranza ma qualcosa - o qualcuno - di inaspettato. Il tocco riconoscibilissimo e particolarissimo di Lucie Mullerova, che alterna tratti di bianco e nero a colori vivaci, è in perfetta sintonia con questo racconto visionario a metà tra un silent e un picture book.



Ultime due proposte al momento assaporate solo da me:

Stadi d'animo di Beniamino Sidoti edito da Rrose Sélavy, un gioiello sulle emozioni. Si presenta come un gioco da cui farsi guidare: si comincia il percorso da uno stato d'animo e nel seguire un percorso, di stato in stato ci si accorge di aver disegnato una propria mappa interiore. Io ho iniziato a sottolineare dalla prefazione  (di Marco Dallari) e dall'introduzione dell'autore, dico solo questo.

Il Ragazzo Selvatico di Paolo Cognetti, e non perché vincitore dell'ultimo Premio Strega, assolutamente non per questo. Cognetti l'avevo già sentito anni fa, e vorrei i miei figli leggessero
questo suo testo, il viaggio per ritrovare se stesso, per capire verso cosa andare.
Certo il risultato è un autore noto, letto e premiato. Ma per lui, come per tutti, per arrivare dove il destino ti vuole portare è spesso necessario un cammino di solitudine e di smarrimento. Sai dove sei stato ma quella vita non ti appartiene più. Con questa lettura auguro ai miei figli, e a tutti i ragazzi, non non aver paura di aver paura. 

Buona estate!





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